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Paragrafo  4  .  L'inizio del processo di emancipazione  nazionale  in

India e in Africa.

     
Nel   corso   del  primo  dopoguerra  ebbe  inizio  il   processo   di
emancipazione  nazionale  delle  colonie.  Esso  fu  il  risultato  di
numerosi  fattori:  i  contrasti tra le potenze coloniali,  acutizzati
dalla  guerra  e  non risolti dalla pace; l'ideologia wilsoniana,  che
riconosceva  a  tutti  i popoli il diritto all'autodeterminazione;  la
rivoluzione  russa  e  la  formazione dell'Unione  Sovietica,  che  si
proponeva  come  punto  di  riferimento  ai  paesi  in  lotta   contro
l'imperialismo. Determinante fu infine la maturazione della  coscienza
nazionale  presso  le  popolazioni  coloniali,  favorita  dalla   loro
partecipazione  al conflitto e alimentata dalle promesse  di  maggiore
autonomia  e  indipendenza  fatte  dalle  potenze  colonizzatrici  per
ottenere contributi di mezzi e di uomini.
     
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     In   India  gli  inglesi  mantennero  solo  parzialmente   quelle
promesse ed alternarono concessioni a repressioni anche assai dure. In
seguito  a  ci  si verific una notevole crescita del  movimento  per
l'indipendenza,  del quale fu protagonista Mohandas Karamchand  Gandhi
(1869-1948).  Questi,  laureatosi  in  legge  a  Londra,  aveva  fatto
l'avvocato  in  Sudafrica, dove si era impegnato  nella  difesa  degli
immigrati indiani vittime dei soprusi dei dominatori inglesi.  Tornato
in  India,  inizi  la  predicazione e la pratica  di  un  metodo  non
violento  per la liberazione dal dominio britannico. Esso  si  diffuse
rapidamente presso tutti gli strati sociali della popolazione indiana,
grazie  alla novit delle forme di lotta (disobbedienza nei  confronti
delle  leggi  ingiuste, resistenza passiva, boicottaggio  delle  merci
britanniche,  rifiuto di pagare le tasse e di ricorrere  ai  tribunali
inglesi),  al  prestigio personale di Gandhi e perch  si  fondava  su
concezioni  non  solo  politiche, ma anche religiose  e  derivanti  da
elementi comuni all'induismo, al buddismo e al pacifismo cristiano.
     Tra  il  1919 e il 1922 Gandhi riusc ad organizzare con successo
varie manifestazioni di protesta. Quelle del 1922 degenerarono in atti
di  violenza  da parte dei manifestanti; Gandhi le interruppe,  ma  fu
condannato  a due anni di carcere, uscito dal quale, nel  1924,  venne
eletto  presidente del partito del congresso. Questo partito,  fondato
nel 1885 e inizialmente formato da esponenti progressisti delle classi
dominanti  indiane, con Gandhi assunse le dimensioni di  movimento  di
massa  e si propose come obiettivo la completa indipendenza; a partire
dal  1927,  quando  divenne maggioritaria l'ala sinistra  del  partito
guidata  da  Jawaharlal Nehru, cominciarono ad essere richieste  anche
riforme di tipo socialista.
     La  partecipazione al conflitto rinvigor anche le rivendicazioni
delle  popolazioni  africane, che per, nonostante fossero  in  genere
piuttosto  moderate, andarono in gran parte deluse.  I  movimenti  per
l'indipendenza comunque diventarono sempre pi estesi ed attivi. Nelle
colonie   britanniche   i  principali  promotori   della   lotta   per
l'emancipazione nazionale furono gli intellettuali locali appartenenti
alle famiglie benestanti e formatisi culturalmente in Inghilterra. Nel
Rif  (regione montuosa del Marocco prospiciente il Mediterraneo),  una
rivolta delle popolazioni locali iniziata nel 1920 e guidata da Abd al-
Krim  mise in difficolt prima gli spagnoli e poi i francesi, i  quali
riuscirono  ad  averla vinta solo nel 1926 dopo  aver  unito  le  loro
forze.  Nel 1920 in Tunisia venne fondato il partito dastur (in  arabo
"costituzione"); anche nell'Africa orientale francese oper un  attivo
movimento per l'indipendenza, del quale uno dei massimi esponenti sar
Lopold Sdar Senghor, futuro presidente della repubblica del Senegal.
Organizzazioni  nazionaliste si formarono tra  i  lavoratori  algerini
emigrati in Francia.
